Le Masterclass di Bassanova Music Factory: incontro con il liutaio
22 Luglio 2022

Le Masterclass di Bassanova Music Factory: incontro con il liutaio


Il tempo di oggi è un tempo che ci fa tutti runner.
Siamo sempre di corsa, per il tram, per il lavoro, per la scuola e per i mille altri progetti che si susseguono l’un l’altro senza lasciarci tregua. Difficilmente ci risulta possibile fermarci, riposare e porci delle domande, tra le più disparate, dalle più impegnative, alle meno fondamentali. Potremo inserire tra quest’ultime una domanda che poco attanaglia per la gola il musicista. È una di quelle riflessioni che lo colpiscono solo di rado, in particolare quando poco o nulla ha da fare, non perché il quesito manchi di importanza, ma perché la questione trattata non entra nel quotidiano di chi strimpella o pizzica corde, quanto invece lo sono questioni quali il ritmo, armonia e melodia.
Ma c’è un momento, uno soltanto in cui il musicista si ferma, è costretto a fermarsi perché manca dello strumento che suona le sue canzoni. Ecco che in questo attimo fuggente arriva a porsi la questione, cioè dove posso acquistarne uno di nuovo? Dove trovare la chitarra migliore? E il violino? Scelta difficilissima. Ecco che cominceremo a prestare attenzione a certi particolari, la rifinitura, le corde, il colore, il legno, così ogni tipo di materiale che lo compone.
Per rendere più consapevoli i nostri ragazzi, Bassanova Music Factory ha organizzato per loro una Masterclass dedita ad approfondire il mondo in cui nascono chitarre, violini, violoncelli, contrabbassi e mandolini, quello che è il mondo della liuteria.
Mario Masenello è stato il nostro ospite speciale. In quindici anni di apprendistato come liutaio, ha approfondito le tecniche di realizzazione di chitarre, violini e mandolini.
Il primo aspetto affrontato in queste brevi tre ore è stato la scelta del legno. Ciascun tronco ha le sue caratteristiche, alcuni sono più flessibili, altri più duri da lavorare, e sulla base di queste loro caratteristiche naturali è possibile trasmettere allo strumento che vi verrà realizzato un po’ le medesime, così la leggerezza di un legno d’abete si sente facilmente nella vocalità di un violino.
In seguito, ci è mostrato come realizzare tali cimeli, quindi ecco sgorbie e pialle, due degli strumenti principali che questo Benvenuto Cellini, che nel nostro caso si chiama liutaio e non pittore, trasforma la materia. Quest’arte dal sapore antico che può essere ritrovata in qualche calle sperduta di Venezia, oppure nei centri assolati e silenziosi di Cremona, ritorna al presente grazie alla curiosità dei ragazzi che chiedono, “Quale parte del legno usare?; oppure “Quali i problemi che si incontrano nella realizzazione?”; “Quali le basi su cui appoggiarsi per realizzare una chitarra o un violino?”. A quest’ultima domanda Mario ci risponde che la tradizione e la tecnica si poggiano proprio sulla storia. I violini o i modelli storici di chitarra diventano il punto di riferimento, così un Guarnieri o un Amati diventano la musa d’ispirazione dell’artista del legno.
Attraverso quest’esperienza i ragazzi del progetto hanno appreso non certo l’arte della liuteria, ma sicuramente i pregi e i difetti dei propri strumenti, quindi le parti più delicate a cui bisogna prestare più attenzione e tenerezza, oppure alla meccanica e alla funzione di certe parti come il ponte in un violino, il quale è collegato direttamente alla sua anima, ovverosia un piccolo pezzetto di legno che se rotto o tolto provocherà il mutismo dello strumento.